Migliaia di turisti o semplici curiosi si affidano ogni giorno al circuito di Heart of Sardinia. Una così grande mole di dati aiuta la nostra azienda, EAGER, a conoscere meglio le preferenze di chi sceglie l’isola per le proprie vacanze.


Nuraghe Sa Jua (Heart of Sardinia © Vietata la riproduzione)

L’origine

Ma non è sempre stato così. Due anni fa Heart of Sardinia era solo un’idea, nata dalla volontà di puntare sul settore turistico per valorizzare il territorio: parole ricorrenti e forse scontate, un intento spesso sbandierato da innumerevoli realtà dell’ambito turistico. Heart of Sardinia però è sempre stato un progetto atipico, nato come puro volontariato, diventato poi progetto aziendale.

Le persone che hanno gettato le basi dell’iniziativa arrivavano da due anni di lotta contro l’inquinamento attraverso il documentario “Sardegna: la difesa di un paradiso”, impegnati a condannare modelli di sviluppo che hanno danneggiato la nostra terra. Quelle stesse persone hanno poi scelto di scommettere sul turismo. Tra quelle, c’ero anch’io.

Il circuito

Heart of Sardinia è innanzitutto un’alternativa, una scommessa, o più tecnicamente un circuito multicanale di promozione turistica: l’applicazione mobile, pilastro del progetto, ha guidato oltre 15 mila turisti negli ultimi due anni alla scoperta di luoghi non sempre vicini alle città, offrendo l’occasione di conoscere anche l’entroterra (e non solo le solite mete!). Puntare su materiali di qualità e informazioni affidabili si è rivelata una scelta vincente, che ha portato l’app “In Tendenza” negli store con valutazioni molto prossime alle 5/5 stelle (4,8 su android, 5 su iOS); la pagina facebook, con quasi 300.000 fan, è la nostra principale fucina di dati e il migliore canale di diffusione per i nostri contenuti, che trovano spazio anche sui nuovissimi canali Instagram e Youtube; mentre il blog, in costante crescita, offre ormai da tempo approfondimenti dedicati ai più curiosi.

Cambiare mentalità

Con Heart of Sardinia, EAGER ha scelto di investire anche sulla nascita di numerose collaborazioni e la creazione di una rete. L’esperienza del documentario era servita a scoprire una Sardegna ricca di potenziale, ma divisa, diffidente, sospettosa e a tratti egoista. Per questo proposi a Paolo Costa, mio socio e collega, di partecipare al progetto come Responsabile PR: avere un Dipartimento di Pubbliche Relazioni non è certo un elemento comune a tutte le agenzie di comunicazione appena nate, ma in questo caso ha uno scopo preciso. Il progetto infatti non è solo un insieme di canali legati al turismo, i cui vantaggi potrebbero terminare da un giorno all’altro con lo sviluppo di nuove tecnologie: HOS è anche una rete che arricchisce e avvicina tutti i professionisti e i curiosi che gravitano attorno al progetto.
Lo spirito inclusivo è stato un principio cardine fin dall’inizio, quando più di 20 giovani sardi sono stati coinvolti, numero che successivamente è cresciuto. Il concetto è semplice: insieme si può fare di più, anche nel turismo.

La connessione tra i canali del circuito, l’analisi dei dati, il costante miglioramento, il lavoro coordinato degli altri settori di EAGER, lo studio del turismo, ci aiutano a raggiungere con sempre maggiore facilità i turisti e mostrare le infinite ragioni per visitare l’isola.